Schiscèta e quella recensione… stupefatta!

8 Apr 2022 | News & Eventi | 0 commenti

Fra le ultime novità, fresche fresche e pronte per passare la Pasqua in compagnia, c’è Schiscèta – Brianza a tavola! Schiscèta un gioco di carte tutto brianzolo in cui dovrai combinare gli ingredienti per creare i piatti della tradizione. Fra i vari feedback che abbiamo ricevuto, uno è stato particolarmente sorprendente: le parole dell’inventore stesso della schiscetta, il signor Renato Caimi in persona! Il signor Caimi, nella foto insieme alla scatola di Schiscèta, ci ha fatto sapere di essere rimasto «stupefatto» dal nostro gioco e che lo farà avere a figli e nipoti.

La famiglia Caimi e i suoi brevetti

Non conosci il signor Caimi? Be’, sicuramente conosci le sue invenzioni! Dal 1948 al 1958, Renato Caimi e suo fratello Mario, con cui fondò la Caimi Brevetti, brevettarono il bollitore col fischio, la pentola scolapasta, il fornetto per dolci, la caffettiera tipo napoletana, la siringa per dolci, i primi cavatappi… mica male, no?

Si diplomò alle scuole serali come disegnatore tecnico e iniziò a lavorare alla Edoardo Bianchi di Desio e contribuì alla nascita della celebre automobile Bianchina.

Dal 1958, Caimi si specializzò nei prodotti per fumatori, come il Dondolino (il posacenere che rimaneva sempre in piedi), il porta-sigarette a scatto, poi si occupò di portariviste, accessori da scrivania, appendiabiti e librerie. E chiunque abbia transitato per le sale d’aspetto degli aeroporti del Nord Italia si sarà di certo imbattuto nelle sedie della Caimi Brevetti!

La Caimi Brevetti è ancora attiva oggi, portata avanti dai figli del signor Caimi. L’azienda ha ricevuto decine di riconoscimenti e premi in tutto il mondo, tra cui due Compassi d’Oro e il Design Europa Awards per la creazione dei pannelli fonoassorbenti Snowsound.

Invenzione della schiscetta

E la schiscetta? Quel che si sa è che nel 1949, Renato Caimi si stesse recando al lavoro come ogni giorno sul tram che lo portava da Nova Milanese a Milano. Destino vuole che il tram prese un dosso e che dalla pentola che un operaio stava tenendo in mano si rovesciò della minestra sul cappello di un altro passeggero. Il signor Caimi ci fa sapere che quando il malcapitato, un impettito bancario vestito di blu con un borsalino, si accorse che gli stavano levando la minestra dalle falde del cappello, si infuriò e scese immediatamente dal tram. Questo bastò per dare a Caimi l’intuizione di creare un contenitore a chiusura ermetica e che tenesse il cibo al caldo: la schiscetta!

La storia è talmente famosa che a ottobre 2021 una domanda de L‘Eredità riguardava proprio quest’episodio… e la concorrente ha anche risposto correttamente!

Il nome schiscetta (schiscèta in dialetto) deriva da schiscià, “schiacciare” in milanese, dato che per farci stare il cibo del pranzo questo veniva schiacciato all’interno.

Da quando è stata brevettata nel 1952 a oggi, la schiscetta è diventata un vero e proprio simbolo del pranzo al lavoro. E come celebrare l’espressione del genio brianzolo, un oggetto semplice eppure utilissimo e funzionale, ancora celebrato a distanza di settant’anni, se non con un gioco sviluppato da due brianzoli doc?

Se vuoi scoprire di più sul nostro gioco e sulla tradizione culinaria brianzola, visita la nostra pagina dedicata. Troverai curiosità, ricette e informazioni sulle sagre più famose della Brianza!

Seguici sui canali social di Demoela!

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *