Magnifica comunità degli Altipiani Cimbri

26 Set 2024 | Scuole-Trentino

Monumenti locali o altri luoghi, speciali da diversi punti di vista

Grande Guerra – Forti, trincee e cimiteri per ricordare

Museo Forte Belvedere

Werk Gschwent di Lavarone, oggi meglio noto come Forte Belvedere, fu progettato dal tenente del Genio ing. Rudolf Schneider e realizzato tra il 1908 e il 1912, poco lontano dall’abitato di Óseli, su uno sperone di roccia calcarea (a quota 1177 m) che sporge a strapiombo sulla Val d’Astico, vallata che all’epoca sanciva il confine di stato fra Regno d’Italia e Austria-Ungheria. È una tra le più grandi e meglio conservate fortezze della Grande Guerra. La fortezza è composta da vari blocchi scavati nella montagna: la casamatta principale – che ospitava alloggiamenti, magazzini, servizi logistici – il blocco batterie in posizione avanzata, un’opera di controscarpa nel fossato e tre avamposti corazzati. Oggi, grazie all’interessamento della Provincia Autonoma di Trento e alla realizzazione dello Studio Azzurro di Milano, Forte Belvedere permette al visitatore di rivivere il dramma della guerra attraverso una serie di installazioni multimediali interattive che rievocano scene di vita quotidiana all’interno della struttura durante il conflitto; un’esperienza emotiva che vuole far riflettere sull’orrore di una delle guerre più sconvolgenti di sempre e un monito di pace per le nuove generazioni.

Forte Campo di Luserna (in ted. Werk Lusern)

È una fortificazione militare, situata a 1549 m s. l. m. sull’altura di cima Campo/monte Bisele in località Piana di Vezzena, in provincia di Trento ed è proprietà del comune di Luserna. Eretto in un punto strategico, sulla dorsale che collega la val D’Astico e la val Torra, Forte Campo è stato uno dei protagonisti della Prima Guerra Mondiale in Trentino. Venne costruito tra il 1907 e il 1912 in previsione di uno scontro militare con l’Italia lungo i confini meridionali dell’Impero Austro-Ungarico. Era una delle sette imponenti fortezze che gli austriaci costruirono tra gli Altipiani di Folgaria Lavarone e Luserna, per impedire i tentativi di sfondamento italiani. Per la sua imponenza venne soprannominato “Padreterno” dai soldati italiani.

Forte Pizzo Vezzena

È situato a 1908 m di altezza ed è un tutt’uno con la montagna, da cui prende il nome. Non è proprio un forte, bensì un osservatorio fortificato con la funzione di collegamento ottico.Da lì infatti era possibile avere una vista ampia sulla piana di Vezzena, sull’altopiano di Folgaria e sul fronte delle prealpi vicentine antistanti il Pasubio. È sicuramente uno dei forti più interessanti tra quelli che si possono visitare in Trentino. Era armato con 5 mitragliatrici M 07/12 di cui 4 in cupole corazzate fisse ed una in cupola corazzata girevole che fungeva anche da osservatorio. Gli italiani cercarono più volte di conquistare questo forte, tra il 1915 e il 1916, ma senza successo. La fortezza si rivelò inespugnabile.

Forte Sommo Alto e Forte Cherle

Ulteriori testimonianze testimonianze delle grandi fortezze austro-ungariche, dislocate su una linea di 30 km tra Cima Vèzzena e i rilievi di Serrada, sull’ Alpe Cimbra, che testimoniano i combattimenti sul fronte trentino-veneto della Grande Guerra.

Cimitero militare di Lavarone

Si trova a 1280 m di quota ed è mèta ambita di una facile passeggiata che si sviluppa dal sottostante, piccolo centro abitato di Slaghenaufi; è inserito in una cornice naturale di grande ed emozionante bellezza. Sulle 748 croci disposte sui vari livelli che compongono il cimitero sono ancora leggibili i nomi dei soldati sepolti, tra i quali molti ungheresi e bosniaci. Nella parte Nord si trova la cappella già presente all’epoca, ricostruita nel 1954 e restaurata nel 1992. Nei pressi del cimitero, durante il conflitto, fu allestito un grande ospedale militare gestito dall’Ordine dei Cavalieri di Malta e che prese allora il nome di ‘Malteser Spital Malga Belem’. È curato dal Comune di Lavarone in accordo con il Commissariato Generale Onor Caduti di Guerra e la Croce Nera Austriaca.

Base Tuono

È stata una base missilistica dell’Aeronautica Militare Italiana e della NATO attiva tra il 1966 e il 1977. La base si trova nel comune di Folgaria nei pressi di passo Coe, a poche centinaia di metri dal confine con la regione Veneto e precisamente con la provincia di Vicenza. La base era inserita nel sistema di comando-controllo NATO, con altre 12 basi nel nord-est d’Italia. Posta a 1897 m di quota (quota dell'”area controllo”), la base era di fatto la più alta d’Europa. La sua funzione era quella di contrastare eventuali formazioni di bombardieri o missili nemici provenienti da “paesi nemici”, ovvero quelli appartenenti al Patto di Varsavia. La base di passo Coe rimase attiva tra il 1966 e il 1977, durante la guerra fredda. Era composta da tre sezioni:

  • “area lancio” situata a malga Zonta – passo Coe (1543 m) costituita da tre sezioni di lancio missili Nike-Hercules a testata convenzionale;
  • “area controllo” (radar e carri comando) situata sulla sommità del vicino monte Toraro (1897 m), a circa 4 chilometri in linea d’aria (denominata appunto “Tuono” nelle comunicazioni radio in codice);
  • “area logistica” situata a Tonezza del Cimone, a circa 17 chilometri di distanza.

Tale base rappresenta quindi solamente una delle tre sezioni di lancio della vecchia struttura ovvero quella più alta delle 12 che l’Aeronautica realizzò negli anni ’60 nel nord-est. Negli anni 2010 è stata acquisita dal comune di Folgaria e riaperta come installazione museale della provincia autonoma di Trento. Nel febbraio 2013 è stata riconosciuta formalmente dall’Aeronautica Militare quale fedele testimone del sistema d’arma “Nike-Hercules” e le venne riconosciuto un interesse storico particolarmente importante quale sito museale unico in Europa del sistema di difesa missilistico Nike-Hercules adottato dalla Nato durante gli anni della Guerra Fredda.

Arte e cultura

Casa-Museo Grott

Artista di fama nazionale ed internazionale, come testimoniano le numerose esposizioni tenutesi in Italia e all’estero, Cirillo Grott non è noto al grande pubblico ma le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private. Artista eclettico fu scultore, pittore e poeta. Quella che oggi viene chiamata la Casa Museo, era l’atelier di Cirillo Grott e, prima ancora, la vecchia chiesa di Guardia di Folgaria. Nell’edificio si trova la bellissima collezione-esposizione di quadri e sculture dell’ artista, suddivisi in due parti: una privata si trova nella parte rialzata dell’atelier dell’artista e una aperta al pubblico si trova invece al piano terra.

Land Art

Il Trentino presenta una ricca galleria d’arte senza pareti, luoghi in cui artisti da tutto il mondo hanno realizzato importanti opere sfruttando gli elementi naturali come sassi, rami, alberi, erba, cielo, fiumi… Essi hanno dato vita a opere d’arte spettacolari, ecologiche e piene di significato, in continua evoluzione, come l’ambiente naturale che le ospita.

Il cervo di Vaia

Costruito a 1400 m a Millegrobbe sull’Alpe Cimbra, il cervo di Vaia è una scultura in legno opera di Marco Martalar autore nel 2021 del famoso Drago di Vaia, purtroppo incendiato nell’agosto 2023, la grande Lupa del Lagorai e l’Aquila di  Vaia. Si tratta di un grande cervo di legna, dalle forme sinuose, primordiali e leggere, che si staglia con il suo palco tra le montagne del Trentino. L’artista ha recuperato il legname distrutto da Vaia e grazie alla sua creatività, la località è diventata meta di esperienze artistiche per un turismo lento, dolce e desideroso di bellezza. La “Land art” di Martalar offre l’opportunità di un approccio alternativo a panorami profondamente modificati e invita a visitare le aree montane.

Curiosità: perché Vaia?

Il 29 ottobre 2018 un vento che ha superato in Trentino i 200 km/h ha ferito le nostre montagne trentine. Un evento meteorologico estremo proveniente dall’Atlantico ha schiantato milioni di alberi, con la conseguente distruzione di decine di migliaia di ettari di foreste alpine. La tempesta porta il nome di Vaia Jakobs, manager di una multinazionale tedesca. Il suo nome si è reso immortale dopo che suo fratello Skouras, nel 2017, per farle un regalo originale di Natale, lo regalò all’Istituto di Meteorologia dell’Università di Berlino per poterlo assegnare in modo casuale a uno specifico evento.

Santuario della Madonna delle Grazie

È uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio di tutto il Trentino; si trova a circa 2 km da Folgaria, nei pressi dell’abitato di Colpi a Costa ed è facilmente raggiungibile con una passeggiata. Il nucleo originario risale al XVI secolo: la tradizione vuole che Fra Pietro Dal Dosso di Folgaria, giovane frate, sia stato ispirato direttamente dalla Madonna a costruire sul dosso dell’Echen una chiesetta in suo onore. All’interno del santuario è custodita la statua in terracotta della Madonna che troneggia sull’altare maggiore, ritenuta sacra in quanto le sono attribuiti diversi fatti miracolosi. La fama del Santuario crebbe tanto che il 1 agosto 1954 il luogo sacro ricevette una visita d’eccezione: il Cardinale Patriarca di Venezia Giovanni Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. In seguito a quella visita, con decreto pontificio del 1955la Madonnina di Folgaria venne solennemente dichiarata Celeste Patrona degli sciatori d’Italia.

Aspetti naturalistici da non perdere!

Sentiero cimbro dell’immaginario – NÅ IN TRITT VON SAMBINELO

È un sentiero tematico tra i più belli del Trentino, piacevole viaggio alla scoperta dei racconti e delle leggende cimbre. Caratteristiche le opere in legno di artisti locali e le leggende disseminate lungo il percorso, che permettono di scoprire i personaggi che la fantasia e la tradizione popolare hanno tramandato nei secoli scoprendo angoli di natura, boschi, pascoli e panorami sulla Val d’Astico.

Biotopo di Ecken

Sull’altopiano di Folgaria, è un piccolo angolo di natura incontaminata. Si tratta di una torbiera, ovvero una zona umida, di particolare interesse dal punto di vista scientifico in quanto si tratta di un rarissimo esempio di giacimento torboso situato in area carsica.

Cascata dell’Ofentol

Nascosta in una profonda forra naturale, la cascata presenta un salto d’acqua che stupisce in ogni stagione per suggestione e fascino. Si trova a pochi chilometri da Guardia conosciuto come il paese dipinto, denominazione dovuta ai dipinti murali visibili sulle pareti delle case, risultato di varie rassegne d’arte murale che la località ha ospitato a partire dal 1988.

Lago di Lavarone

In Trentino abbiamo quasi 300 laghi e fra questi merita attenzione anche il lago di Lavarone! È un piccolo lago di origine carsica, e rappresenta uno dei più antichi di tutto il Trentino. Si è formato oltre a 2000 anni fa e la sua origine è databile grazie ad alcuni resti di tronchi e radici ritrovati sul fondo del lago. Sulla sua origine circola una leggenda: si narra, infatti, che, originariamente, vivessero sull’Alpe Cimbra due fratelli, che ricevettero in eredità dal padre un bosco rigoglioso, particolarmente affascinante in quanto si trovava in una posizione bellissima, spesso illuminata dai raggi del sole. Tuttavia, come spesso accade, i due fratelli iniziarono a litigare per il possesso del bosco ereditato: nessuno dei due voleva cedere e sembrava davvero impossibile giungere ad un compromesso. Fu così che, per volere di Dio, all’improvviso, il bosco sprofondò nel silenzio della notte. Il mattino seguente, i due fratelli si svegliarono, e al posto del bosco che tanto si contendevano, scorsero un lago, in una cornice incantevole. Nei primi anni del ‘900 Sigmund Freud soggiornava per lunghi periodi di riposo e di studio a Lavarone e amava raccogliersi in meditazione sulle rive di del lago.

Avez del Prinzep

È stato l’abete bianco naturale più grande d’Italia. Ha detenuto questo primato per alcuni decenni e nel momento del suo schianto, il 13 novembre 2017, era ancora l’albero spontaneo più grande d’Italia e probabilmente l’Abete bianco più maestoso e imponente d’Europa.

Alto 52,15 metri, con una circonferenza del fusto di 5,08 metri (misurata a 1,30 m dal suolo) e una chioma enorme e rigogliosa, l’Avez del Prinzep non aveva rivali. La cubatura del suo tronco era di 36 mc, equivalente a quella di 30 Abeti di medie dimensioni. Con i suoi 250 anni non era un albero particolarmente vecchio. Se non fosse stato debilitato dalla carie che ne ha intaccato il fusto, avrebbe vissuto un altro secolo, raggiungendo dimensioni gigantesche da quanto era vigoroso. Migliaia di persone si sono affezionate al “Gigante Buono”, simbolo verde della Comunità degli Altipiani Cimbri. In segno di affetto e ammirazione i visitatori lo abbracciavano. Dal suo legno è nato il progetto ANIMA, che ha previsto la realizzazione di un quartetto d’archi per far risuonare il suo legno e fare rivivere l’Avez.

Giardino botanico di Passo Coe

Situato nella zona di Passo Coe, a 1610 m s.l.m. in un’ampia radura di 3 ettari alle pendici del monte Maggio, il giardino botanico alpino di Passo Coe è una straordinaria vetrina per stimolare la conoscenza del ricco patrimonio floristico spontaneo dell’Alpe Cimbra. Piante officinali, fitoalimurgiche (mangerecce) e velenose raccontano lontane consuetudini e superstizioni di montagna, mentre grano saraceno, patate, orzo e cavoli crescono nell’orto a testimonianza dell’antica tradizione alimentare dell’Alpe Cimbra. Ma il giardino non è solo botanica… fenomeni di carsismo, come doline e campi carreggiati, e affioramenti di calcari ricchi di fossili rendono l’area interessante anche dal punto di vista geologico.

Forest-bathing

I giapponesi lo chiamano Shinrin-yoku ma da noi è conosciuto come che, letteralmente, significa “bagno nella foresta”. È molto semplice: consiste nel tuffarsi nella natura prorompente lasciandosi curare dai suoi effetti dimenticando cellulari, i-pad e orologi tecnologici e lasciandosi conquistare dalla bellezza e dalla forza della natura. Secondo gli esperti, i benefici migliori si ottengono facendo una passeggiata di 4 ore nel bosco (per almeno 5 km di camminata) da alternare a piccole soste lungo i sentieri.

Per scoprire i benefici del forest bathing, sull’Alpe Cimbra sono stati individuati in particolare due sentieri: il Sentiero dei Giganti e il Sentiero del Respiro degli Alberi.

Località o aspetti interessanti da vari punti di vista

Guardia, “Il paese dipinto”

Antico villaggio rurale di origine Cimbra che, secondo la tradizione, trae origine dalla presenza di una postazione di guardia a servizio di Castel Beseno. La denominazione è dovuta ai dipinti murali visibili sulle pareti delle case, risultato di varie rassegne d’arte murale che la località ha ospitato a partire dal 1988. Murales multicolori fanno capolino da vecchie e nuove pareti lungo un itinerario tutto da scoprire! Un itinerario che porta alla luce tradizioni, usi e costumi locali attraverso la pittura murale e l’interpretazione dei numerosi artisti che hanno realizzato le varie opere. Il paese ha dato i natali a Cirillo Grott, pittore, scultore e poeta.

Parco Museo Malga Zonta – Base Tuono

Fin dai tempi più remoti l’area di Passo Coe, a Folgaria, è stata zona di frontiera. Ha conosciuto i contenziosi tra la Repubblica di Venezia e il Principato vescovile. Qui sono avvenuti duri scontri di prima linea nel 1915-1916 culminati con la fase più violenta dell’Offensiva di primavera. Questi luoghi sono stati l’ambientazione di fatti legati alla Resistenza, contrassegnati dalla strage di Malga Zonta del 12 agosto 1944. Sempre qui, negli anni Sessanta e Settanta del scorso secolo, le vicende nucleari della Guerra Fredda si sono intrecciate con la presenza della Base missilistica di Malga Zonta – Monte Toraro, oggi testimoniata da Base Tuono, allestimento museale, nel suo genere unico in Europa.

Malga Zonta fu infatti demolita nei primi anni Sessanta per poter costruire la Base. Si salvò l’edificio che fungeva da porcilaia il quale, data la sua funzione, era collocato a una trentina di metri dalla malga. Oggi è un sacrario della Resistenza veneto-vicentina: ricorda la morte per fucilazione di Bruno Viola (il Marinaio) e di altri tredici suoi compagni (più altri tre malgari coinvolti nell’episodio), in seguito a un violento conflitto fuoco con un reggimento di SS che all’alba del 12 agosto 1944 aveva accerchiato la malga. Di quel tragico evento sono pervenute delle immagini storiche, emblema della lotta partigiana nel settore trentino-veneto. Per raccontare l’eccezionalità di questo luogo, la Fondazione Museo storico del Trentino, la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Folgaria hanno avviato il progetto di un Parco museo denominato Parco museo Malga Zonta – Base Tuono.

Casa Museo “HAUS VON PRÜKK

È nata dal restauro conservativo di un’antica abitazione che aveva mantenuto inalterate nel tempo le proprie caratteristiche di dimora contadina cimbra ottocentesca. Partendo da un edificio estremamente caratteristico ma ormai in degrado, per opera del Kulturinstitut Lusérn è stata ristrutturata in tutti i suoi ambienti e nell’originario arredo, quale memoria storica di una abitazione tipica cimbra. L’edificio sorge nel cuore storico del paese in piazzetta C. Battisti/Pill, ed è, nella sua semplicità architettonica, una pregevole testimonianza della capacità costruttiva delle maestranze del luogo. La “Haus von Prükk” rappresenta un museo della tradizione popolare.

Luserna

Un’isola in mezzo alle montagne, a ben 1333 metri sul livello del mare! L’isolamento è dovuto alla lingua: la quasi totalità dei circa trecento abitanti del paese, infatti, parla correttamente il cimbro, una lingua simile all’antico bavarese. La lingua degli abitanti di Luserna è strettamente legata all’arrivo dei Cimbri – in un’epoca non del tutto chiara –  sull’Altopiano dei Sette Comuni. La maggioranza dei linguisti fa risalire l’arrivo dei Cimbri a una più tarda migrazione medievale. I Cimbri, oggi, sono riconosciuti come una minoranza etnica e linguistica con usanze e tradizioni proprie stanziata in pochi centri montuosi nell’area tra le province di Trento, Vicenza e Verona. Il cimbro di Luserna, anche se considerato il più moderno dei dialetti della lingua germanica, è oggetto di studi approfonditi, soprattutto da parte di ricercatori tedeschi. Per questa ragione la Provincia di Trento e la Regione Trentino-Alto Adige si prodigano affinché questa lingua sopravviva. Nella scuola elementare di Lavarone, ad esempio, è attivo l’insegnamento facoltativo di questa lingua e i media locali la utilizzano per la diffusione delle notizie. Il patrimonio culturale ed etnografico è custodito e valorizzato da diverse associazioni locali, ma principalmente da due enti: il Centro Documentazione Luserna – Dokumentationszentrum Lusérn onlus (www.lusern.it ) e l’Istituto Cimbro – Kulturinstitut Lusérn (www.istitutocimbro.it ).

Folgaria

Comunità tra le più antiche del Trentino. Di origine tedesco-cimbra (coloni bavaresi giunsero sull’altopiano a partire dal XIII sec.), nel corso della sua storia plurisecolare ha lottato duramente contro il potere feudale – in particolare contro i Trapp, feudatari di Castel Beseno – in difesa dei suoi privilegi di comunità libera e indipendente: per questo si fregia ancora oggi del titolo onorifico di Magnifica Comunità.

Lo stemma comunale è composto da tre abeti allineati dentro uno scudo ovale che rappresentano la foresta, l’antica ricchezza collettiva della Comunità. Non ci sono documenti ufficiali che attestino la nascita della Magnifica Comunità, è però noto che agli inizi del XII secolo Folgaria era già una comunità organizzata, retta da organi amministrativi ad ampia partecipazione popolare e democratica. La Magnifica, come le altre regole comunali trentine, fu sciolta d’autorità nel gennaio del 1805 su disposizione del governo bavarese, di ispirazione illuminista. In quel momento nacquero i comuni come li conosciamo oggi. I centri frazionali di Folgaria sono sette: Costa, Serrada, Guardia, Mezzomonte, San Sebastiano, Carbonare e Nosellari.

Attività presenti sul territorio

Mountain bike

È l’attività più praticata sull’Alpe Cimbra in estate: vi sono due Bike Park (Lavarone Bike Park e il nuovo FolgaRide Bike Park a Serrada) e oltre 30 percorsi tracciati e tabellati, bike hotel e residence, bike chalet con menù dedicati ai biker, bike rent per il noleggio delle ultime novità e le guide esperte dell’Alpe Cimbra. Il percorso più famoso è quello dei 100 km dei Forti.

Golf Club

A Costa di Folgaria a 1200 m di altitudine. Il campo da golf è il fiore all’occhiello degli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna e si trova in una splendida conca a 1200 metri di altezza. Numero di buche 9.

Centro fondo – Millegrobbe Vezzena

Offrepiù di 50 km di piste a 1400 m s.l.m. È sede della prestigiosa Millegrobbe, gara internazionale di gran fondo tra le più importanti d’Europa.

Scuola di tombolo

Già più di un secolo fa, risulta accertata a Luserna la presenza di una rinomata scuola di pizzo, denominato tombolo (in cimbro: Knöpln). Si narra che molti degli abiti più sontuosi delle dame dell’Ottocento siano stati ricamati proprio dalle abili mani delle donne di Luserna. Contrariamente alle altre trine eseguite con un solo filo e con l’aiuto dell’ago, dell’uncinetto oppure dei ferri, questi merletti si ottengono mediante l’intreccio di un numero illimitato di fili. Anche a Luserna la lavorazione del pizzo e del merletto era un’arte molto radicata, supportata da una scuola che nel periodo di fine secolo scorso avviò a tale professione molte donne del paese che poterono così contribuire, con il loro lavoro, al sostentamento della famiglia, seppur in modesta parte. Gli eventi della prima metà del Novecento portarono ad un abbandono di questa tradizionale lavorazione. Dal novembre 1996 il Kulturinstitut Lusern ha avviato un corso di tombolo, iniziativa che si è resa possibile grazie alla collaborazione e sapiente esperienza di due insegnanti di Rovereto (TN): Cesara Perini e Enrica Dalaiti. Grazie a questa iniziativa si è potuta recuperare anche parte dei disegni tipici locali e tutt’oggi, sotto la sapiente guida di Barbara Pierpaoli, la scuola di tombolo di Luserna continua la propria attività.

Dialetto o lingua di minoranza

Lingua cimbra

La lingua denominata cimbra è una lingua tedesca parlata ancora ai nostri giorni a Roana (nei Sette Comuni), a Giazza (nella Lessinia veronese) e a Luserna (in Provincia di Trento).

Nei secoli scorsi questa lingua germanofona è stata parlata in tutta la montagna compresa tra il fiume Adige e il fiume Brenta, com’è confermato in molti documenti e come indicato da molti nomi di luoghi (pach, tall, laita, perch, spitz, ekkar, bisa, beghele), ancora usati anche se non più compresi nel loro significato.

La lingua cimbra è stata portata sull’altopiano di Luserna/Lusern attorno all’anno mille da coloni bavaresi che, in varie ondate migratorie, hanno abbandonato le loro terre in cerca di nuovi territori da colonizzare. Il primo documento che può essere messo in relazione con tali emigrazioni è datato 1055: in esso si elencano i capifamiglia e il paese d’origine.

Il periodo di massima estensione della lingua cimbra, si ebbe all’inizio del 1700 quando la lingua era parlata in un vasto territorio a sud est di Trento compreso tra i fiumi Adige e Brenta, arrivando a contare circa 20.000 parlanti. Da allora iniziò un lento inesorabile calo che portò quasi all’estinzione di tale idioma. Di tutto l’ampio territorio patria della lingua cimbra ora è rimasto ultimo baluardo solo il piccolo paese di Luserna; l’isolamento orografico e l’orgoglio dei propri abitanti hanno permesso il mantenimento di questa lingua arcaica che, a detta degli esperti, ha conservato i suoi tratti.

Modi di dire tipicamente trentini

Bonichtn in senato, Oastarn in khlea (Natale con la neve, Pasqua con il trifoglio)

Balda krank die kre khint dar bint (Quando i corvi gracchiano, arriva il vento)

Balda di khatz velt di maüs tåntzan. (Quando il gatto manca, i topi ballano).

Ghè tant da l’aqua al pont, come dal pont a l’aqua (C’è tanto dall’acqua al ponte, come dal ponte all’acqua): ci possono essere più di un punto di vista, ma un fatto è sempre lo stesso.

Empara n’arte e metela da parte. (Impara un’arte e mettila da parte)

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