Monumenti e/o fatti storici
La Valle dei Laghi prende il nome dalla presenza di ben nove laghi nel suo territorio:
- lago di Lamar
- lago Santo
- lago di Terlago
- lago di Santa Massenza
- lago di Toblino
- lago di Lagolo
- lago di Cavedine
- lago dei Bagàtoi
- lago Solo
Presenta numerosi monumenti storici e naturali, tra cui Castel Toblino e Castel Madruzzo nei pressi di Lasino. Vicino al paese di Vezzano si apre il percorso delle Marmitte dei Giganti, profonde depressioni del terreno a forma di pozzo, nate dall’erosione dei fiumi su territori un tempo ricoperti dai ghiacciai.
I comuni principali sono Vallelaghi, Madruzzo e Cavedine.
A sud della Valle dei Laghi si apre la zona dell’Alto Garda (o Basso Sarca), in Trentino chiamata “Busa”, caratterizzata dal clima particolarmente mite rispetto al resto del territorio che rende possibile persino la coltivazione di specie tipicamente mediterranee come l’ulivo.
La presenza romana nella zona è attestata fin dal I secolo a.C.: visto dall’alto infatti, il territorio compreso tra Riva e Arco, risponde ai criteri dell’urbe greco-romana costituita da un cardo e tanti decumani intrecciati a croce. I centri principali sono Dro, Arco e Riva del Garda.
La Val di Ledro si apre a nord-ovest dell’Alto Garda ed è caratterizzata dalla massiccia presenza di testimonianze preistoriche, in particolare dell’età del rame nel tardo Neolitico. A Molina di Ledro sono presenti e ben conservate numerose palafitte ed un museo ricco di reperti archeologici.
Nel corso dell’età medievale e moderna la Valle di Ledro fu principalmente una via di collegamento tra il Garda e le valli Giudicarie e Rendena. Il 21 luglio del 1866 a Bezzecca si svolse la famosa Battaglia e sempre a Bezzecca il 9 agosto Giuseppe Garibaldi rispose al generale Alfonso La Marmora con il famoso telegramma: “Ho ricevuto il dispaccio n. 1073. Obbedisco”.
Il lago di Ledro funge anche da serbatoio idrico per alimentare la centrale idroelettrica di Riva del Garda.
La valle è collegata con la Valle del Chiese attraverso la forra dell’Ampola ricavata nella roccia dal torrente Palvico e con la piana di Riva del Garda e Arco attraverso la Strada del Ponale realizzata da Giacomo Cis a metà del 1800 e ora servita più comodamente da una galleria di 3600 metri.
Curiosità
La zona dell’Alto Garda è menzionata anche dal poeta tedesco Goethe nei suoi diari, rimasto colpito dalla bellezza del luogo. Durante l’amministrazione austriaca, l’Alto Garda e il Basso Sarca divennero un importante centro terapeutico (il famoso sanatorio di Arco).
L’ora del Garda è un evento tipico del lago di Garda in cui nel pomeriggio il vento soffia verso nord
Il 5 febbraio di ogni anno si celebra la festa del sole a Prè di Ledro per ricordare il periodo che intercorre da dicembre a febbraio durante il quale la luce solare è quasi del tutto assente.
La tradizione cristiana racconta del martirio di San Vigilio in Val Rendena, ma non tutti sanno che una leggenda popolare narra che il santo sia riuscito a fuggire all’ira dei contadini dirigendosi verso la città di Trento. Braccato e ormai senza scampo, si dice che a Cadine abbia posto la mano sulla roccia che gli sbarrava la strada dicendo: “Apriti o Croz che i renderei i m’è adoss”. A questa invocazione la montagna si aprì e Vigilio riuscì a raggiungere la montagna sano e salvo. Il varco prodotto nella roccia dalla sua mano divenne l’attuale Bus de Vela, ingresso della Valle dei Laghi da Trento.
Il sito delle Marocche di Dro è citato anche da Dante nella Divina Commedia come “antica ruina”.
Persone importanti
Giovanni Battista Caproni, detto “Gianni”, nasce a Massone di Arco nel 1886. Laureato in ingegneria, si appassiona da subito all’aeronautica e, nel 1910, fa decollare alla Cascina Malpensa il suo primo prototipo, il Ca1. È l’inizio di un’avventura imprenditoriale che lo porterà a diventare un vero pioniere nella costruzione di aeroplani, grazie alla sua creatività e alla capacità di innovare. Gli anni venti sono il periodo di maggior sviluppo per la Caproni, che assume una dimensione internazionale, con filiali anche negli Stati Uniti.
Giovanni Segantini nasce ad Arco nel 1858. La precoce perdita della mamma lo segna profondamente e determina la centralità del tema della maternità nella sua produzione pittorica, come si vede nel celebre dipinto «Le due madri» che espone con notevole successo alla Triennale di Brera nel 1891. Segantini è l’artista italiano che ha saputo coniugare verismo, simbolismo e divisionismo. Pittore delle montagne, nei suoi quadri i soggetti protagonisti sono i paesaggi, i villaggi, le malghe, il bestiame e i riti quotidiani delle genti di montagna.
Cibi tipici
- frittura di pesce di lago
- il salmerino
- olio d’oliva del Garda
- broccolo di Torbole
- susina di Dro
- Vino santo trentino nella zona del lago di Toblino (da non confondere con il Vin santo toscano)
- i formaggi della val di Ledro
Modi di dire simpatici e interessanti
En dòs e na val i fa ‘n gualìf (Un dosso e una valle fanno un piano)
In senso figurato, un successo e uno sbaglio si compensano. Talvolta può essere usato anche in riferimento a due persone, per esempio di una coppia di lavoratori uno capace e l’altro pasticcione.











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