il mondo di
Osteria
Conosciamo insieme l’Emilia
Nel video qui accanto, puoi vedere i contenuti di “Osteria”, il nostro gioco sulla gran magnéda in Emilia!
Attenzione: la scatola non contiene solo carte per giocare, ma anche indizi succulenti, prelibate combinazioni e nettari sopraffini. Lasciati incantare dalla magia dell’Emilia, non ti deluderà e saprà solleticare la tua curiosità, se ancora non ci sei stato, o ti ripoterà alla memoria piacevoli ricordi se sei di queste parti o le ami già!
Sai che l’Emilia ha origini antichissime, risalenti alla Repubblica Romano? La famiglia della Gens Aemilia venne in queste terre molti anni prima, portando strade, cibi e civiltà.
Molte di queste curiosità sono arrivate fino ai giorni nostri, e puoi scoprirle con ‘Osteria – tutti a tavola in Emilia’!
Ti diamo il benvenuto in Emilia da questa pagina di contenuti e di curiosità che arricchiremo strada facendo!
Cosa trovi
in questa pagina
Cucina emiliana
Approfondimenti su dialetto, storia e curiosità che ancora oggi condiscono i piatti più famosi della tradizione emiliana, ma anche ricette per misurare la propria abilità culinaria, da accompagnare con il vino rosso frizzante più famoso al mondo: il Lambrusco!
Sagre in Emilia
Gli appuntamenti enogastronomici e non solo da scoprire in Emilia, quelli più longevi e quelli più trendy, sono una giostra di sapori spettacolari da gustare e da abbinare alle città e ai borghi che li custodiscono.
Dietro a ogni sapore c’è rispetto e cura della terra; davanti a ogni assaggio, la cordialità e la passione della gente.
Le origini dell’osteria
Che cos'è l'osteria?
L’Osteria è il luogo per eccellenza dove, in Emilia, ci si ritrova per condividere un buon bicchiere di vino e qualche succulento piatto insieme agli amici!
Dal latino ‘hospitem’, sin dall’antichità, rappresenta un posto sicuro dove passare serate in allegria e senza pensieri. Non esiste dress code né privée, l’accesso è per tutti: parola d’ordine, màgna!
Curiosità e modi di dire emiliani
Il rusco
Quando sentite dire “porto giù il rusco”, non si intende portare a spasso il cane.
In dialetto “rusco”, starebbe a indicare una pianta cespugliosa o più precisamente un “pungitopo”, (in latino ruscus), che veniva utilizzato per realizzare scope e altri strumenti per la pulizia della casa.
Solitamente all’esterno delle antiche dimore, da quelle più opulente e sfarzose, a quelle più umili, era infatti consuetudine, avere queste piante che, come suggerisce il nome, avevano come scopo principale quello di tenere lontano i topi, portatori di malattie e razziatori di dispense. Nel rusco, venivano inoltre gettati i rifiuti, che essendo principalmente organici fungevano da concime.
Oggi questa parola viene utilizzata per indicare dunque la spazzatura.
Magna e tès
A tavola, in Emilia, esiste un’unica regola: il cibo è sacro, non ci si lamenta.
Vèz
Non è inusuale sentire i ragazzi chiamarsi con questo appellativo.
Letteralmente “vèz” significa “vecchio”, ma in emilia si usa un po’ ovunque come intercalare in mezzo alle frasi; “Bella vez, come stai?”. Ovviamente è da intendere in senso positivo, nel senso di “vecchio mio”, “caro amico”, “fratello”.
Può essere, però, utilizzato anche in maniera negativa per riprendere qualcuno, magari prima che ne combini una grossa, “però mi devi stare ad ascoltare, vèz!”.
Umaréll
Posa un po’ curva, braccia consorte dietro la schiena e una certa età (ma non sempre): l’umarell è l’anziano che guarda i cantieri – e, talvolta, interviene anche per dare consigli. Una piacevole curiosità: lo Zanichelli ha definitivamente inserito la parola fra le pagine del suo dizionario. La definizione ufficiale? Eccola: “Pensionato che si aggira, per lo più con le mani dietro la schiena, presso i cantieri di lavoro, controllando, facendo domande, dando suggerimenti o criticando le attività che vi si svolgono”. Dal dialetto all’italiano, la traduzione letterale della parola umarell è “ometto” – in effetti, la postura un poco china abbassa la stazza da uomo grande a uomo piccolo. Così il termine si riempie di un senso anche visivo. Oggi nel mondo tutti sanno cosa sia l’umarell e tutti sanno che il suo affacciarsi con aria curiosa elevi in qualche modo la reputazione degli scavi edili.
Cucina emiliana
La cucina emiliana è in realtà una costellazione di cucine che rappresenta il risultato di vari secoli di autonomia delle città del territorio. È indubbiamente una cucina solida, saporita e generosamente condita, ricorrentemente richiamata dai ristoranti e dalle osterie sparsi in tutta Italia e nel mondo e spesso sinonimo di ottima cucina abbondante e sostanziosa. Non perdertela!
Qui raccontiamo origini e curiosità di alcune ricette e dei loro ingredienti.
Tutto sulla torta di tagliatelle
Il nome büsèca deriva dal tedesco “butze”, che significa proprio viscere; da qui, si è poi trasformato fino a diventare busecch in milanese. Non a caso i milanesi venivano simpaticamente appellati “mangiatrippa” o “busecconi”, talmente ne consumavano.
Tutto sui tortelli (verdi)
Il nome büsèca deriva dal tedesco “butze”, che significa proprio viscere; da qui, si è poi trasformato fino a diventare busecch in milanese. Non a caso i milanesi venivano simpaticamente appellati “mangiatrippa” o “busecconi”, talmente ne consumavano.
Tutto sulle lasagne
Il nome büsèca deriva dal tedesco “butze”, che significa proprio viscere; da qui, si è poi trasformato fino a diventare busecch in milanese. Non a caso i milanesi venivano simpaticamente appellati “mangiatrippa” o “busecconi”, talmente ne consumavano.
Tutto su gnocco fritto e salumi
Il nome büsèca deriva dal tedesco “butze”, che significa proprio viscere; da qui, si è poi trasformato fino a diventare busecch in milanese. Non a caso i milanesi venivano simpaticamente appellati “mangiatrippa” o “busecconi”, talmente ne consumavano.
Sagre emiliane
La vita emiliana è ricca di tradizioni e cultura, oltre al buon cibo, in ogni provincia.
Le sagre rappresentano da sempre un’occasione di condivisione, di festa, dove vino e cibo la fanno da padroni.
Non possiamo perciò non citare alcuni appuntamenti annuali tra i più popolari e frequentati.
Qui sotto trovi un elenco delle principali sagre locali, ma i dati potrebbero non essere sempre aggiornati, dopo il covid c’è un po’ di imprevedibilità. Ti consigliamo di verificare sempre che tutto corrisponda sui relativi siti.
SAGRA DEL CICCIOLO D’ORO – REGGIO EMILIA – DICEMBRE
“Il Cicciolo d’Oro” è una caratteristica sagra per valorizzare la norcineria reggiana. La festa ripropone, infatti, l’antico rito già noto dai tempi della Contessa Matilde di Canossa. La tradizione vuole infatti che il norcino, al quale la Contessa affidava la lavorazione delle carni dei suoi maiali, fosse tale Galaverna di Campagnola Emilia, conosciuto perché nelle fredde mattine d’inverno si vedeva passare a piedi con i suoi attrezzi da lavoro per recarsi nelle case dei contadini sparse nella pianura. Nel giorno del “sacrificio” del maiale ogni casa colonica della Bassa Padana era in festa, saporite minestre e caratteristici dolci rendevano felici grandi e piccini.
Questa manifestazione è nata con lo scopo di far rivivere vecchie arti e mestieri; erano infatti i norcini anziani, conoscitori dell’arte tramandata oralmente nelle famiglie, che mostravano ai curiosi in piazza le fasi della lavorazione e trasformazione del suino, animale conosciuto fin dall’antichità e da sempre una preziosa fonte di cibo.
La giornata inizia all’alba, come una volta, quando i norcini arrivano nelle aie in sella a vecchie biciclette gravate di tutti gli attrezzi; oggi le bici sono furgoni, macchine, motocarri, trattori da cui si scaricano paioli, legna, arnesi ed ogni ben di Dio per garantire laute colazioni, merende e pasti, oltre a musica e gadget per far sì che ogni postazione sia più allegra dell’altra.
Sana ma viva competizione che a sera aspetta ansiosa il verdetto di una giuria qualificata per l’assegnazione dei premi, che avviene dopo la distribuzione gratuita degli oltre cinque quintali di ciccioli, quelli preparati nel corso della giornata dai norcini e quelli del Cicciolone: Super Cicciolo da Guinness del diametro di quasi 2 metri.
La grande piazza, trasformata in grande aia, viene misurata a fine mattinata a suon di salsicce, preparate dai maestri norcini sul far del mezzogiorno, un nastro di oltre 250 metri che si srotola grazie alla collaborazione di tutti gli astanti.
NOTTE DI SAN GIOVANNI - 23 GIUGNO
La tradizione di San Giovanni con le sue antiche radici che variano da luogo a luogo, ha una data ben precisa: la notte del 23 Giugno. Una serata che unisce tradizioni pagane e cristiane, in Emilia si esprime al meglio con una tortellata convivale, proprio nella sera del 23 giugno.
E se intendi visitare l’Emilia in questo periodo, beh, ti invitiamo a fermarti ad una delle tante feste di paese o in u’osteria, e gustarti questa specialità anche durante l’anno.
Il menu di questo giorno non ammette deroghe: fra i vari piatti, il primo deve assolutamente prevedere i tortelli verdi (o d’erbetta). Con la coda, fumanti, “affogati” nel burro e “asciugati” nel Parmigiano; e per festeggiare al meglio, le persone si riversano nelle piazze e nelle vie della città oltre che nei paesi, nelle campagne per le feste della tradizione, o in ristorante per consumarne in grandi quantità.
Magari preceduti da un buon piatto di gnocco e salume o seguiti dai dolci tipici locali!
CANTINE APERTE
Poche regioni come l’Emilia-Romagna possono vantare un così ampio numero di vitigni autoctoni: l’Emilia Romagna è sempre stata una grande protagonista italiana in ambito enologico. I vini di questa regione possono vantare grandi denominazioni, come la DOCG Colli Bolognesi Classico Pignoletto, ma il re di tutti i vini è uno solo: il Lambrusco!
Durante tutto l’anno molte cantine e aziende agricole aprono le loro porte ai turisti, per visitare i vigneti e i luoghi di produzione e degustare ottimi assaggi di vino. Si accompagna il tutto con un tagliere di salumi e qualche ‘tocco’ di Parmigiano Reggiano.
FIERA DEL PROSCIUTTO - PARMA - SETTEMBRE
Il Re dei Prosciutti diventa protagonista dei week-end parmensi con il Festival del Prosciutto di Parma, una grande festa che si svolge a Parma. Nel 2022 arriva alla 25esima edizione.
Il Festival ospita ogni anno chef stellati che vengono a celebrare il Prosciutto di Parma, e da migliaia di visitatori che colgono l’occasione anche per conoscere meglio i luoghi di origine del re dei prosciutti.
Per tutto il periodo del Festival si svolge anche “Finestre Aperte”, l’evento clou del Festival: i prosciuttifici spalancano le porte ai visitatori e i produttori illustreranno come le cosce di suino, per una magica combinazione di clima, tradizione, arte e passione diventano Prosciutto di Parma.
Un ricco calendario di eventi e appuntamenti all’insegna della gastronomia, dello spettacolo e della cultura. Degustazioni, concerti, mostre e tantissima allegria emiliana, proprio come in Osteria!














