Ciao Simone, raccontaci il piccolo Simone. Hai sempre disegnato oppure hai imparato questa bellissima arte in una fase più matura?
Ciao! Il disegno è sempre stato la mia passione, fin da piccolo. Ogni volta che potevo prendevo una matita in mano e cominciavo a scarabocchiare quello che mi veniva in mente, lo facevo anche a scuola sui banchi e le bidelle anziché arrabbiarsi per aver sporcato il banco spesso apprezzavano la creatività… ma è una cosa che non si deve fare. Ricordo benissimo che mi divertivo a riempire interi fogli con palazzi e strade, come se giocassi a costruire città su carta in una versione primitiva di Sim City. Ad ogni modo, in età adulta ho preso più seriamente la passione del disegno strutturandola in un percorso professionale attraverso un Master, studio su libri e molta pratica con tavola grafica.

Sei da qualche anno parte dei progetti di Demoela. Bisogna approcciarsi in modo diverso al mondo illustrativo dei giochi da tavolo oppure ti ci sei ritrovato subito?
Sono un paio d’anni che collaboro con la Demoela e sin dal primo progetto in cui ho dato il mio contributo, ovvero Radetzky, ho apprezzato moltissimo la grande libertà interpretativa che mi hanno sempre lasciato nella realizzazione delle illustrazioni. Complice anche l’ottima sintonia con Alberto, Luigi e Simone nello sviluppo dei concept non ho trovato alcuna discontinuità con il mio processo creativo al di fuori di questo campo. D’altro canto, a prescindere dalla collaborazione con loro, sono un appassionato di giochi, dunque lavorare in questo campo non è solo una soddisfazione, ma anche la mia aspirazione.

Quest’anno hai dato vita alle stupende copertine di Mugrugni e Canate, quanto del mondo che ti circonda ha messo nei tuoi disegni?
Soprattutto per quanto riguarda Mugrugni, che è ambientato nella mia città, Genova, ho potuto inserire molto della mia esperienza a cominciare dai personaggi delle cinque fazioni. Poi grazie al fatto (o a causa del fatto) che Genova sia una città realmente invasa dai cinghiali, non è stato difficile trarre adeguata ispirazione.

Oltre all’esperienza dentro Demoela puoi raccontarci progetti futuri?
Il mio principale progetto in cantiere è quello di illustrare un gioco di ruolo fantasy vecchio stile, ovvero carta e penna. Ma la mia ambizione ultima o meglio il mio sogno è quello di avere l’opportunità di illustrare una carta Magic e/o collaborare alle illustrazioni di un progetto della Games Workshop; sapendo di puntare molto in alto sto comunque traendo frutto dalla realizzazione del sentiero che punta verso questo obiettivo. Che io ci arrivi o no, sarò comunque contento di averci provato. 

Simone nasconde un’anima sardo-genovese è questo connubio forte rafforza le sue espressioni artistiche. Fresche, moderne come la città che lo accoglie e allo stesso tempo antiche e misteriose come la terra dei suoi antenati. Siamo sicuri che questo DNA lo porterà in alto e a raggiungere i suoi sogni.
Grazie Simone

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