
Curiosità
Gli amaretti possono essere duri o morbidi ma di certo non sono propriamente amari! Oltre alle mandorle, si possono usare le armelline, che si estraggono dai noccioli di albicocca e che restituiscono quella piacevole nota amara. Consigliamo gli amaretti di Mombaruzzo e quelli di Acqui Terme.
Origine
Gli amaretti di Mombaruzzo si devono alla storia d’amore tra Francesco Moriondo economo e una giovane pasticcera siciliana, entrambi collaboratori di Casa Savoia. Nel 1750, lasciata la Casa Reale, i due mettono su famiglia e un laboratorio di pasticceria a Mombaruzzo, perfezionando gli amaretti, aggiungendo le armelline e rendendo questi tipici biscotti, prodotti ancora oggi dagli eredi, l’orgoglio del paese e una ghiottoneria imperdibile.
Ingredienti
Non c’è una ricetta della tradizione, ma è possibile fare gli amaretti in casa.
Provate con questi ingredienti e modificateli a vostro gusto, e, se accettate un consiglio, fate esercizio assaggiando gli amaretti monferrini.
Sbollentare le mandorle, spelarle e farle asciugare in forno tiepido. Frullarle finemente e unirle a zucchero e albume per ottenere un composto omogeneo. Sistemate su una teglia piccoli quantitativi di impasto ben distanziati, spolverizzati di zucchero a velo e lasciate riposare per 2 ore. Infornate quindi a 180° per 30 minuti.
160 g di mandorle sgusciate dolci
40 g di mandorle sgusciate amare
200 g di zucchero
3 o 4 albumi
burro e farina solo per la teglia
zucchero a velo per spolverare lievemente la superficie.
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I testi sono di Liana Pastorin, la supervisione di Andrea Cerrato, gli spunti sulle ricette di Simona Gallo (Monferrato con Gusto), le fotografie sono di Franco Bello, Archivio Alexala e ViA(E) per Viaggiare.















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