
Curiosità
I plin sono agnolotti di pasta fresca all’uovo con ripieno, richiusi a pizzicotto, “plin” in dialetto. La ricetta di famiglia riutilizza carni e verdure avanzate da mischiare per ottenere il ripieno. Un tempo le donne si riunivano per realizzarne in grandi quantità per le feste: un rito fatto di chiacchiere e abile gestualità.
Il ripieno dei plin è variabile, lavorato fino a ottenere un impasto morbido e uniforme, composto da due o tre carni macinate e impastate con uova e parmigiano e verdure bollite (bietole, spinaci, verza, scarola, …), aggiungendo un trito di prezzemolo e basilico, eventualmente ricotta.
In Monferrato li troverete conditi preferibilmente con sugo d’arrosto o burro e salvia, ma se volete apprezzare davvero il ripieno, li consigliamo “al tovagliolo”, ossia senza condimento e mangiati con le dita: prelibatissimo fingerfood anche da passeggio!
Origine
Sembra che in Monferrato preferiscano il termine “agnolotto” a “raviolo”, e sull’origine del nome ci sono versioni contrastanti: secondo alcuni, deriva da tale Angelot, cuoco del territorio e forse creatore della tipologia di pasta; secondo altri il nome deriva dallo strumento di ferro, a forma di anello, usato per tagliare la pasta.
Ingredienti
Come abbiamo detto, la ricetta può variare. Proponiamo questa, per 8 persone:
Pasta
400 gr di farina doppio zero
4 uova
Ripieno
200 gr di carne di vitello
300 gr di carne di maiale
300 gr di carne di coniglio
30 gr di spinaci
30 gr di scarola
1 uovo
1 cipolla
parmigiano grattugiato q.b.
olio extra vergine d’oliva q.b.
brodo vegetale q.b.
sale q.b. pepe q.b.
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I testi sono di Liana Pastorin, la supervisione di Andrea Cerrato, gli spunti sulle ricette di Simona Gallo (Monferrato con Gusto), le fotografie dei contenuti speciali sono di Franco Bello, Archivio Alexala e ViA(E) per Viaggiare.


















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