CURIOSITÀ
- COS’È LA TORTA DI TAGLIATELLE?
Tortelli, tortelloni, plin, ravioli, casoncelli o cappellacci: non importa come li chiami o con cosa li farcisci. In Emilia ne puoi trovare davvero di mille diversi gusti, colori e dimensioni.
TRADIZIONE E LEGGENDA
I tortelli sono nati presumibilmente nelle cucine contadine, visto la facilità di reperimento degli ingredienti, anche se spesso riservati solo ai pranzi domenicali o di festa.
Questo piatto gustoso e nutriente col tempo ha valicato i confini della cucina povera, entrando a tutti gli effetti nei piatti tipici della cucina regionale, tradizionalmente serviti alla Notte di San Giovanni, il 23 giugno, e durante la cena di magro della vigilia di Natale.
Nelle campagne emiliane le “rezdore” – massaie e regine del focolare domestico – erano solite farcire la sfoglia di pasta fresca con le erbette, un ingrediente cui tutti avevano accesso e che, oltre alle classiche bietole e spinaci, prevedeva l’utilizzo di molte altre erbe selvatiche come le ortiche, la borragine, la catalogna e talvolta anche la verza.
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